Cicli elettorali e investimenti locali

di Maddalena Conte e Edoardo Magalini

La relazione tra politiche fiscali e cicli elettorali è un argomento al centro di numerose ricerche sia in campo economico che sociopolitico, soprattutto in anni recenti.

Domanda di ricerca

Con questi termini ci riferiamo alla presunta relazione positiva tra gli investimenti pubblici intrapresi da un policy maker e la tempistica dell’elezione che dovrebbe riconfermare la sua posizione o meno. Quando un amministratore pubblico affronta il rischio di essere sconfitto in un’elezione, il suo desiderio di essere rieletto potrebbe spingerlo a aggiustare gli investimenti e le tasse su cui lui stesso ha il controllo per favorire le sue possibilità di vittoria.

La letteratura economica ha individuato la presenza di questa relazione tra investimenti pubblici e tempistiche delle elezioni in molti paesi. Klein e Sakurai (2015), per esempio, si concentrano sulla differenza tra i sindaci al primo e al secondo mandato (l’ultimo che si può fare in base alla legge) in Brasile, e dimostrano che i sindaci al primo mandato tendono a ridurre le tasse e a cambiare la composizione del budget negli anni delle elezioni in modo da massimizzare le loro possibilità di essere rieletti. Similmente, Kneebone e McKenzie (2001) trovano che le scelte in materia di politica fiscale dei governi provinciali in Canada seguano opportunisticamente il ciclo elettorale, rimandando nuove imposte e ampliando gli investimenti in aree particolarmente visibili negli anni in cui i cittadini si recano alle urne.

Ci siamo quindi chiesti se anche in Italia l’avvicinarsi delle elezioni abbia un impatto sulla spesa pubblica intrapresa da un sindaco, magari nella speranza di rafforzare le sue probabilità di vittoria. Da una parte, i dati Open Cup sugli investimenti locali permettono di osservare il panorama generale dei lavori pubblici condotti dai comuni italiani dagli anni ‘90 al 2018, mentre dall’altra, i dati del Ministero dell’Interno sulle elezioni comunali forniscono le informazioni necessarie sugli anni delle elezioni, permettendoci di dare una risposta al nostro quesito.

Un event study per analizzare la relazione tra cicli elettorali e politiche fiscali.

Nel nostro studio, utilizziamo la metodologia dell’event study per studiare la relazione tra cicli elettorali e politiche fiscali. Per aumentare la precisione dei coefficienti, aggiungiamo effetti fissi annuali e comunali. Inoltre, introduciamo cluster a livello di comune, per controllare per il fatto che è possibile che alcuni comuni siano più rappresentati di altri nei nostri dati. Infine, pesiamo i dati per la popolazione di ciascun comune. Come variabili dipendenti utilizziamo valori per 1000 abitanti, ovvero divisi per la popolazione del comune in ciascun anno e moltiplicati per 1000.

L’equazione utilizzata è:

Dove Yct rappresenta la variabile dipendente (costo totale degli investimenti per 1000 abitanti, numero di investimenti in lavori pubblici per 1000 abitanti, oppure media del costo degli investimenti per 1000 abitanti, tratti da Open Cup), c il comune, e t l’anno. β0 è la costante,  è una dummy temporale uguale a 1 se t = τ e 0 altrimenti, βt  è è l’effetto nel periodo. La regressione include anche effetti fissi di anno e di comune, rappresentati rispettivamente da αt, αc.

Indirettamente, controlliamo anche per le differenze sistematiche a livello di provincia, che sono “perfectly nested fixed effects” rispetto agli effetti fissi per comune. Infatti, è importante notare che è possibile che gli investimenti locali possano essere guidati da motivazioni politiche a livello sovra-locale e che possano far parte anche di progetti più ampi a livello provinciale. Infine, nelle regressioni omettiamo la dummy per l’anno zero, che corrisponde all’anno delle elezioni.

L’assunzione principale su cui si basa l’event study è che non vi sia nessun altro cambiamento sistematico se non le elezioni. Questo potrebbe essere problematico perché nei quattro anni prima di un’elezione possono verificarsi avvenimenti che hanno un effetto sul livello degli investimenti pubblici. La variabile dipendente potrebbe quindi crescere o diminuire per ragioni che non sono dovute alle elezioni. Tuttavia, non esaminando un unico evento ma tutti i comuni nei quali sono state fatte le elezioni e in un periodo di 9 anni, questo errore si dovrebbe ridurre. Inoltre, l’aggiunta di effetti fissi a livello di anno tiene conto delle differenze di investimenti che sono dovute ad anni specifici, per esempio le differenze che osserviamo intorno alla crisi del 2008-2009 e 2011-2013 nella Figura 1. 

Figura 1 – Somma degli investimenti per capita (in migliaia di euro) in ogni anno

Nota: i numeri molto bassi di investimenti totali annuali per gli anni tra il 2000 e il 2002 potrebbero indicare un problema nella raccolta dei dati OpenCup (con un trend crescente di osservazioni annuali). Tuttavia, l’utilizzo di effetti fissi annuali dovrebbe limitare l’impatto sull’analisi.

Per costruire le variabili dipendenti che descrivono l’andamento degli investimenti utilizziamo i dati OpenCup sui lavori pubblici nel periodo 2000-2019. I dati delle elezioni comunali sono tratti dal Ministero degli Interni e sono disponibili anche a livello mensile. Tuttavia, non avendo il mese in cui gli investimenti vengono deliberati, utilizziamo come dimensione temporale quella annuale.

Risultati

Riportiamo i risultati con dei plot dei coefficienti sulla variabile . Le linee verticali indicano intervalli di confidenza del 95%.

Guardando la media del costo investimenti (Figura 2a) non sembra esserci una chiara evoluzione di queste variabili negli anni precedenti alle elezioni (l’anno delle elezioni è codificato come anno 0). In Figura 2b, invece, notiamo come il coefficiente per il costo totale degli investimenti per l’anno precedente a quello dell’elezione appaia significativo, potenzialmente supportando l’ipotesi che all’avvicinarsi del voto i sindaci aumentano le spese in investimenti pubblici. Tuttavia, il resto dei coefficienti risulta non significativo. Se invece prendiamo in considerazione il numero di progetti per capita (Figura 2c), notiamo come esso sia sempre molto maggiore in tutti gli anni rispetto a quello delle elezioni. Inoltre, si può notare l’esistenza di un trend ascendente tra l’anno più distante dalle elezioni e quello appena precedente, nonostante la differenza tra i due non sia significativa. Quest’ultimo fattore potrebbe farci pensare ad una situazione simile a quanto osservato da Klein e Sakurai (2015), ovvero che le scelte operate dai sindaci in prossimità dell’anno delle elezioni abbiano un effetto sulla composizione del bilancio ma non sul suo equilibrio finale. Ciononostante, il fatto che il trend non sia significativo e la presenza di un potenziale effetto sul costo totale degli investimenti nell’ultimo anno prima delle elezioni (Figura 2b), ci esorta ad usare cautela prima di trarre delle conclusioni.

Infine, rispetto agli anni precedenti, è interessante notare come l’anno delle elezioni presenta sempre una diminuzione della variabile dipendente sotto esame. Questo potrebbe essere dato dal fatto che, non utilizzando dati mensili ma annuali, l’anno delle elezioni in realtà contiene sia mesi prima dell’elezione che mesi dopo l’elezione, il che da luogo a risultati difficilmente interpretabili.

Figura 2a – Investimenti medi

 

Figura – 2b Investimenti totali

Figura 2c – Numero di progetti

Nota: I grafici mostrano per ogni anno del ciclo elettorale (il nostro regressore principale) il coefficiente relativo alla relazione tra l’anno in questione e la variabile dipendente. Quest’ultima varia da grafico a grafico. Infatti, essa consiste nel costo medio degli investimenti per 1000 abitanti in Figura 2a, nel costo totale degli investimenti per 1000 abitanti in Figura 2b, e nel numero totale dei progetti per 1000 abitanti in Figura 2c. Inoltre, effetti fissi annuali e comunali vengono considerati, così come cluster a livello di comune.

Conclusione

In conclusione, in base all’analisi condotta sui dati OpenCup e sui dati elettorali del Ministero dell’Interno non si può stabilire con certezza la presenza o meno di un ciclo politico degli investimenti pubblici a livello locale. Tuttavia, la Figura 1c ci fornisce una prova a sostegno di questa ipotesi, mostrando come nell’anno appena precedente a quello delle elezioni ci sia un aumento significativo nel valore totale degli investimenti a livello locale. Questo effetto appare però completamente localizzato appena prima delle elezioni e l’intervallo di confidenza resta importante. Inoltre, il numero di progetti risulta sempre più elevato negli anni precedenti alle elezioni, nonostante un limitato trend ascendente tra l’anno più distante dalle elezioni e quello appena precedente.

Bibliografia

Klein, F. A., Sakurai, S. N. (2015). Term limits and political budget cycles at the local level: evidence from a young democracy. European Journal of Political Economy, 37, 21-36.

Kneebone, R. D., McKenzie, K. J. (2001). Electoral and Partisan Cycles in Fiscal Policy: An Examination of Canadian Provinces. International Tax and Public Finance, 8(5-6), 753-774.

Borusyak, K., Jaravel, X., Spiess, J. (2017). Revisiting Event Study Designs: Robust and Efficient Estimation

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